Il corallo nella storia dell’arte
Il corallo nella storia dell’arte

Il corallo nella storia dell’arte

 La presenza del corallo nell’arte, assume diversi significati nei vari periodi storici. La sua natura poliedrica, è stata oggetto di grande interesse fin dall’antichità. IL corallo, collega tra loro il regno vegetale, animale e minerale; incarnando il concetto di trasformazione,evoluzione e rigenerazione. Per questo, nella Storia dell’Arte, gli artisti lo hanno usato molto come simbologia e ornamento di bellezza.

GLI ESEMPI NELLA PITTURA ITALIANA

All’inizio, il corallo entra nell’Arte Sacra come simbolismo religioso e apotropaico. Ritroviamo in questi capolavori, la ricchezza di particolari e grandissima cura nei dettagli. Del pittore Jacopo Bellini è la
MADONNA TADINI – 1450 circa

Quest’opera, arriva in un momento di forte cambiamento del maestro, a cavallo tra il suo stile e le novità rinascimentali. Con lo splendido fondo azzurro, la figura della Madonna è rappresentata frontalmente e si affaccia dietro a un parapetto di marmo rosa. Ella, abbraccia delicatamente il Bambino in piedi nell’atto di benedire.

Una collana di corallo rosso con un grosso pendente, adorna il suo collo. Questo elemento iconografico, allude al sangue versato durante la Passione. (il dipinto è conservato presso l’Accademia Tadini a Lovere) Di Piero della Francesca è la

MADONNA COL BAMBINO-1435 circa

Quest’opera è tra le prime che il maestro ha realizzato. La Madonna e il Bambino, sono rappresentati mentre si affacciano a un’ampia finestra. La Madre lo sostiene teneramente e lo guarda, il Bambino sembra ricambiare lo sguardo . Adorna il suo collo, una collana con un ramo di corallo. Le due figure hanno un’incarnato delicato, il paesaggio che si trova alle loro spalle si armonizza con colori tenui e avvolgenti. (il dipinto è conservato presso la Alana Collection – Newark Delaware negli Stati Uniti) Un altro dipinto del maestro è la

PALA DI BRERA o PALA DI MONTEFELTRO- 1472•1474

In quest’opera monumentale, la luce astratta e immobile è trattata in modo fantastico. Questa è la prima Sacra Conversazione sviluppata prevalentemente in verticale; sono inconsuete le dimensioni e l’assenza di scomparti laterali. L’opera presenta al centro la Madonna in trono in posizione di adorazione, con le mani giunte verso Gesù Bambino addormentato in grembo.La sua figura è predominante e il volto è il punto di fuga dell’intera composizione. La attorniano, una schiera di angeli e santi a formare centralmente la disposizione del gruppo sacro . Il Bambino porta al collo un ciondolo di corallo che nasconde rimandi al rosso del sangue, simbolo di vita e di morte; ma anche la salvezza legata alla resurrezione del Cristo. La sua posizione addormentata è un rimando alla futura morte sulla croce. (l’opera si trova nella Pinacoteca di Brera a Milano ) A chiudere la triade del pittore, c’è il quadro la

MADONNA DI SENIGALLIA-1470•1485

L’opera, rappresenta la Madonna e il Bambino tra due angeli all’interno di una dimora. La linea del dipinto è insolita, ci mostra i protagonisti come figure dimezzate, tagliate dal margine inferiore del quadro. Il Bambino, nell’atto di benedire, tiene nella mano sinistra una rosa bianca, il simbolo della purezza della Madonna. Al collo, ha una collana di perle rosse con un ramo di corallo, antico simbolo di protezione per gli infanti; in questa scena sacra è premonizione della Passione il colore rosso sangue del corallo. (il dipinto è conservato presso la Galleria Nazionale delle Marche a Urbino )

Altro interessante esempio, è un’opera del pittore Antonello da Messina, il

POLITTICO DI SAN GREGORIO -1473 circa

Questa magnifica opera, purtroppo è in pessimo stato di conservazione. Nel tempo, gli eventi catastrofici e i molti restauri, non le hanno restituito l’antico splendore. Ad oggi, il polittico risulta incompleto, per la mancanza di una tavola. L’impostazione generale dell’opera è tradizionale, anche se alcuni particolari, dimostrano l’attenzione dell’artista per le novità giunte dalla penisola italiana e dai colleghi fiamminghi. Il centro di tutta la composizione, è la mano offerente della Vergine, l’apertura delle dita rompe la staticità della scena; si percepisce attraverso la flessione del pollice, un movimento rotatorio che attira lo spettatore. Il Bambino, seduto in grembo, prende dalle sue mani le ciliegie. Queste sono di un rosso brillante, un rimando al Peccato originale e alla Passione di Cristo. Al collo, un pendente di corallo rosso, antichissimo amuleto apotropaico per gli infanti.Un affettuoso dialogo, tra madre e figlio si percepisce, osservando l’allineamento leggermente inclinato delle loro teste.Il mantello della Vergine, avvolge entrambi come a rafforzare i loro sentimenti. (il dipinto è conservato presso il Museo regionale a Messina)

Come ultimo esempio, della presenza del corallo nell’Arte Sacra, un’opera del grandissimo maestro Andrea Mantegna .
La MADONNA DELLA VITTORIA o PALA DELLA VITTORIA-1496

La Madonna col Bambino, è seduta su un imponente trono. Entrambi guardano verso Francesco Gonzaga, inginocchiato e dal l’espressione sorridente e colma di gratitudine mentre riceve la benedizione. La scena è ambientata in un’abside, a comporla sono un pergolato con fiori, foglie e frutta. Si vede un’intelaiatura lignea nella ghiera decorata, un raccordo a forma di conchiglia a cui sono appesi fili di perle di corallo e cristallo di rocca, da cui pende un grande ramo di corallo rosso; simbolo apotropaico e rimando al sangue della Passione. La trasposizione simbolica dell’opera è il Paradiso. Un giardino celestiale, dove solo con l’Intercessione della Vergine, gli uomini possono accedervi. (l’opera si trova al Museo del Louvre a Parigi)

Con il prossimo artista, l’immagine del corallo farà da guarnizione alla bellezza e al potere. Del maestro Domenico Ghirlandaio

RITRATTO DI GIOVANNA TORNABUONI- 1488

Quest’opera è ritenuta uno dei più bei ritratti femminili del Quattrocento fiorentino. La nobildonna è ritratta di profil, in una posa di grande dignità. Le curve della schiena e del petto, ne addolciscono l’immagine.La veste con preziosi ricami, dai colori lucidi e brillanti esalta l’incarnato. L’acconciatura lascia liberi dei riccioli dorati a incorniciarle il volto.Dietro l’immagine della nobildonna fiorentina, lo sfondo di una parete scura, dove si vede uno stipo con alcuni oggetti.Una spilla, un libro di preghiere semi chiuso e una collana di grani rossi di corallo appesa. (il quadro si trova nel Museo Thyssen-Bornemisza a Madrid ) Sempre del maestro Domenico Ghirlandaio

RITRATTO DI GIOVANE DONNA- 1490 circa

La giovane donna ha il tipico vestiario della borghesia fiorentina dell’epoca. Le sovrapposizioni di abiti si adattano alla figura. I capelli incorniciano il volto pensieroso e bellissimo, l’incarnato è messo in risalto da una collana di corallo che accentua la scollatura. Lo sfondo neutro rende il ritratto naturalistico. (l’opera si trova al Museo Calouste Gulbenkian a Lisbona)

Alla fine di questo viaggio, c’è un grande artista del Novecento italiano,Amedeo Modigliani. Nato a Livorno, portò con se i colori caratteristici del suo corallo, che ritroviamo in molte delle sue famose opere.

LA DONNA CON LA COLLANA ROSSA- 1918

Questo è un ritratto di Madeleine Verdou. Il quadro non punta alla somiglianza, ma il volto mantiene i principali caratteri fisionomici. Le linee aggraziate del corpo, l’ovale della testa e il lungo collo impreziosito dalla collana in corallo, armonizzano col blu cupo della veste. (il quadro si trova in una collezione privata) Altre opere di Modigliani dove è presente il corallo:

DONNA SEDUTA CON COLLANA • NUDO CON COLLANA • NUDO CON COLLANA DI CORALLO

I nudi del maestro, sono molto femminili e sensuali.

Gli sguardi spenti ma allo stesso tempo ipnotici, i corpi primitivi dai colli allungati sono vestiti solo da una collana di corallo.In queste opere, si evidenzia la semplicità delle composizioni e l’attenzione alle armonie cromatiche. E così il corallo, stupendo oggetto del desiderio è passato attraverso i secoli arricchendo l’arte col suo colore.