Il fascino silenzioso dei Suiseki

Il fascino silenzioso dei Suiseki

COSA SONO I SUISEKI ?

Quando mi è capitato di acquistare un Suiseki, non conoscevo tutto l’universo nascosto dietro questa piccola meraviglia. È sempre così,ogni volta scopro un mondo incantato che mi attira e cattura.

Nel passato, il tempo per riconciliarsi con l’universo e riprendere l’equilibrio era una pratica comune; nell’antico oriente la saggezza dell’uomo è sempre stata accompagnata dal profondo rispetto per la natura e dall’incessante osservazione del suo essere. I suoi ritmi temporali le sue forme evolute eppure antiche, tutto è armonia, bellezza,pacatezza. Con questi ingredienti tutti assolutamente naturali i grandi maestri hanno dato vita all’arte della “pietra lavorata dall’acqua”. Da più di duemila anni abbiamo la consapevolezza del contatto con la massima espressione che la natura ci offre in una moltitudine di esemplari; pietre,rocce e sassi. L’arcaica e filosofica arte del Suiseki è sbocciata in Cina arrivando a diffondersi in Korea e Giappone grazie all’insegnamento dei monaci Zen. L’oriente è in assoluto la culla di un viaggio all’interno dell’essere umano attraverso la ricerca della felicità. Quello che ci circonda “ qui e ora “ è scoprire consapevolezza e determinazione nell’apprezzare la vita di ogni giorno. Questo e molto altro è l’ispirazione nel creare un Suiseki.

QUANTI TIPI DI SUISEKI ESISTONO?

Desiderando trovare informazioni su questa antica arte, il risultato è stato più che positivo. Ho appreso senza sorprendermi che i giapponesi sono grandissimi conoscitori ed estimatori di Suiseki. Attualmente i criteri che loro applicano nel classificare una pietra, si basano su quattro cardini.

Il luogo d’origine, la forma, il colore e il tipo di superficie. Naturalmente i cristalli e le pietre pure,sono escluse per tradizione dall’utilizzo come Suiseki. La pietra per essere classificata naturalmente deve soddisfare certi requisiti estetici; dare piacere ai sensi ed attirare per la sua incantevole bellezza.

IL LUOGO D’ORIGINE

La maggior parte dei collezionisti giapponesi predilige la classificazione dei Suiseki in base alla loro provenienza. Ci sono ad esempio le pietre del fiume Kamogawa da cui prendono il nome, le pietre Kurama e Kibune trovate in un tratto del medesimo fiume o nelle sue vicinanze.

Le pietre delle montagne della prefettura dì Wakayama si chiamano pietre Furuya. Questi sono alcuni esempi,l’elenco completo è notevole.

Di particolare interesse presso i grandi estimatori sono le pietre Neodani che hanno fama di qualità superlative. Queste si trovano in un’area protetta dal demanio, il luogo d’origine di Neodani nella prefettura di Gifu e le zone limitrofe. Nell’anno millenovecentocinquantadue sono state riconosciute “ Speciale Tesoro Nazionale “.

In Giappone la tendenza dei collezionisti è quella di utilizzare più sistemi di classificazione delle pietre. Molto rari sono i Suiseki che hanno conquistato le quattro classificazioni. Nei paesi occidentali al contrario,si tende a sottovalutare il luogo d’origine della pietra dando maggior risalto alle altre voci.

LA FORMA

Nel classificare il Suiseki per l’aspetto, esistono due categorie dove può essere collocato; come “Paesaggio pittoresco “ o altrimenti “Oggetto “.

Nel l’insieme dei paesaggi trovano posto ben dodici classi in cui collocare la pietra, se il suo aspetto è simile ad una montagna o alla cascata o al ruscello di montagna e così via.

Se la pietra evoca un oggetto come un ponte, oppure un soggetto come un uccello; troverà il suo posto tra le otto classi di questo insieme.

IL COLORE

Una caratteristica importante nel classificare il Suiseki è la monocromia o policromia che lo evidenzia. Il colore è parte essenziale, deve suscitare nell’osservatore svariate emozioni. Queste pietre trovano posto in otto gruppi, partendo dal nero fino all’intreccio di cinque colori.

LA SUPERFICIE

Ogni Suiseki a seconda della sua struttura minerale evidenzia particolari increspature o zone lisce che lo rendono unico. Queste vengono definite “Pietre modello “ per il loro aspetto molto naturale e nell’insieme delle “piante stilizzate”trovano posto quattro classi molto importanti. Un disegno interessante creato dalla tramatura della pietra è sicuramente il fiore di crisantemo.

Per gli orientali è simbolo di immortalità, ecco perché le pietre di Neodani sono ritenutele le più belle e rare; la loro struttura di tufo può essere nera o in altre colorazioni con una trama disegnata a crisantemo dalla pietra calcarea bianca o rossastra. Il crisantemo inoltre è il simbolo rappresentato nello stemma imperiale.

Si trovano poi le sezioni dedicate ai corpi celesti come la luna, alle condizioni atmosferiche come la pioggia o il fulmine e per concludere ci sono le pietre astratte che rappresentano un altro aspetto della natura.

RIUSCIRÒ A VEDERE LA FANTASTICA ESPOSIZIONE?

Sognando ad occhi aperti,mi immagino in America dentro l’esposizione permanente al U.S. National Arboretum a Washington D.C.

In un’atmosfera magica circondata da cinquantatré rari Bonsai e sei pregiatissimi Suiseki dono inestimabile del Giappone per il Bicentenario americano. Magnifiche incredibili pietre dal vissuto senza tempo, silenziose testimoni del mixer di emozioni che ogni volta creano al nuovo osservatore. In questo momento di grande cambiamento,apprezzare le piccole cose di tutti i giorni e come imbrigliare la felicità per non farla scivolare via. L’aria fresca del mattino quando la luce è tenue, il silenzio dalla frenesia e la magica voce della natura che accarezza l’anima;è con gratitudine e gioia che mi incammino alla scoperta del nuovo giorno e di quello che accadrà.