Il corallo di Sciacca equilibrio tra scienza e leggenda
Il corallo di sciacca

Il corallo di Sciacca equilibrio tra scienza e leggenda

Il corallo di Sciacca equilibrio tra scienza e leggenda

Una recente ricerca, rigorosamente scientifica, ha fatto chiarezza sull’origine del famosissimo corallo di Sciacca. Ma prima di inoltrarci in questo ambito puramente razionale, un accenno alla storia della sua scoperta. In Sicilia,nel 1875, un grande banco di corallo colore arancio, venne scoperto a trenta miglia a largo della città di Sciacca. Solitamente, in quella zona, il corallo pescato aveva un colore diverso.
Sul fondale marino,era accatastato tantissimo corallo,una cosa inspiegabile soprattutto in uno spazio così delimitato. All’esaurirsi del primo banco di corallo, ne fu trovato uno più grande e un ultimo ancora più voluminoso. Per oltre un ventennio, migliaia di pescatori invasero quel tratto di mare, svuotandone il fondale. Il bottino , fu di oltre quattordici milioni di chilogrammi di corallo.
Nessuno, degli scienziati dell’epoca, cercò di capire come un materiale organico quale il corallo, potesse conservarsi con temperature così elevate. Secondo gli esperti,il vulcano con la sua azione, aveva da prima fatto emergere la famosa isola Ferdinandea,successivamente inabissatasi; creando un grande ammasso di corallo morto e quindi impossibile alla riproduzione. Tornando ai nostri giorni, possiamo finalmente spiegare l’esistenza del corallo di Sciacca.
Alla partenza della ricerca,si indaga su come ha fatto il corallo a non deteriorarsi, essendo un materiale organico ( carbonato di calcio) e a giungere fino a noi ammassato in grande quantità sul fondale marino. Della sua colorazione, totalmente diversa dagli altri coralli del Mediterraneo e dello strano suono che produce lasciandolo cadere a terra. Secondo l’ipotesi corrente, ci sono stati degli agenti esterni, quali il vulcanismo marino che hanno modificato la sua struttura; la cosa più strana, è data dall’enorme deposito stratificato, che fa pensare a un lunghissimo periodo temporale. A questo punto vengono inviati campioni di corallo proveniente dal Mediterraneo e in particolare il corallo di Sciacca presso un importante laboratorio italiano; l’idea è di fare un esperimento con i campioni di corallo, sottoponendoli ad analisi.
Per farlo, viene usato un macchinario (Raman ) con cui si determina lo spettro del corallo.
I risultati sono molto interessanti, tutti i campioni provenienti dal Mediterraneo hanno il medesimo spettro, tranne il corallo di Sciacca. Successivamente, un altro e importante esperimento,viene eseguito in America.
Presso un centro, dove lavorano grandi esperti in Geochimica, vengono inviati i campioni di corallo da tutto il Mediterraneo e il corallo di Sciacca. Con la tecnica “Laser Ablation ICPMS”vengono effettuate delle analisi, i risultati sono incredibilmente interessanti. La composizione chimica del corallo di Sciacca ha subito grandi alterazioni. Rispetto agli altri coralli, il corallo di Sciacca è arricchito con rame,manganese, uranio e ferro. Gli elementi che lo compongono,sono da associare all’attività idrotermale sottomarina. Tutto questo conferma l’ipotesi sul vulcanismo. La penultima analisi a cui viene sottoposto il corallo di Sciacca, è quella della “Datazione” per confermare il tutto. Questa importante procedura è affidata al Cedad (Centro per la Datazione dell’Università del Salento ). I risultati sui campioni di corallo di Sciacca,sono sorprendenti ; due dei quattro coralli hanno circa duemila anni, un terzo corallo ne ha quattromila e l’ultimo ha più di novemila anni. È la conferma. A chiudere il cerchio, l’ultimo e decisivo passo è l’analisi con il metodo “Knoop”per testare la durezza del corallo. I dati sono confermati, il corallo di Sciacca è un corallo sub-fossile la cui durezza si è modificata nel tempo. Così,millennio dopo millennio, riposando sul fondo del mare, il magnifico corallo di Sciacca è arrivato fino alle reti di quegli antichi pescatori.

il corallo di sciacca tra sogno e realtà

Scienza e leggenda si fondono in alcuni versi di una poesia bella e struggente scritta in dialetto siciliano.
La poesia narra la storia d’amore tra la bella Tina e il pescatore di corallo Bertu Ammareddu e della collana che lei dona al suo amato alla partenza. Col trascorrere del tempo, egli prova una forte nostalgia per la lontananza dal grande amore. Una mattina, toccando la medaglia della collana e pensando a lei, improvvisamente la perde in mare. Assalito dalla disperazione, si spoglia e si butta in acqua e nuotando sul fondo del mare alla ricerca della collana, riemerge con un ramo di corallo.
Tutti sono felici per la sua scoperta, ma il pegno d’amore della sua amata Tina rimarrà per sempre sepolto in fondo al mare.

Dalla poesia ‘ La Corallina’ di Vincenzo Licata

Supra la puppa, ripinsannu a Tina,
la bedda marinara sciacchitana,
Bertu tinia ‘n mani la catina
cu la midagghia la jurnata sana.
Ma ‘na matina va pi manuvrari
e la midagghia ci cadiu a mari.
…….
E scinniu,scinniu ‘nfunnu a lu mari,
‘nmezzu li scogghi e li stiddi marini.
Misi tuttu lu funnu a sbutuliari
facennu spavintari li ‘mbistini.
Poi,mentri assicurava un pisci gaddu
ci vinni ‘n mani un pezzu di curaddu.
…..

Ci fu ‘na festa in tutta la marina,
e la notizia si spargiu luntana.
S’ armau la nova varca curallina,
la sciacchitana e la napulitana;
Turri di Grecu fici la regina
chi si jinchiu la varca sana sana;
ma la midagghia di la bedda Tina
ristau ‘n funnu a la sicca sciacchitana.
(ultima strofa)

Vincenzo Licata è uno dei maggiori poeti dialettali siciliani. La sua vita inizia a Sciacca, dove nasce il 21 giugno1906 e dove muore il 26 gennaio 1996.
Cresciuto in una famiglia di tredici figli, ebbe come padre Filippeddu, famoso e carismatico “corallino”. Uomo semplice, innamorato del mare che trascorse l’intera esistenza a cercare il corallo sui fondali.

Il poliedrico corallo di Sciacca e le sue caratteristiche

Questo corallo è molto singolare infatti lo sviluppo a stretto contatto con il materiale vulcanico, gli ha donato qualità uniche.
Prima di tutto la colorazione,con nuance che vanno dal salmone all’aranciato fino al giallognolo.
A volte è puntinato da macchie brunastre più o meno scure,che ne attestano l’origine vulcanica.
Le dimensioni dei suoi rami, sono inferiori rispetto al corallo rosso.

Altra caratteristica importante,allo stato grezzo si presenta opaco, ma dopo essere passato, nelle mani esperte dei maestri corallari, acquista una brillantezza e uno scintillio unici.
La sua lucentezza simile alla porcellana e la straordinaria compattezza, lo rendono un corallo pregiato adatto all’incisione.

Grazie all’antica arte corallara, fatta di pazienza, attenzione e grande maestria, possiamo apprezzare e anche comperare l’unicità di questo gioiello, dono del mare ed essere più felici.